Aziende in primo piano


I clienti Assiteca si raccontano



A cura di Giovanni Centola

Differenziata stando nel mezzo
Intervista a: Marco Bigi, Responsabile Finanziario della Manifattura Riese S.p.A.


logo pellini
  • Con un fatturato 2005 di 42 milioni, per il 20% realizzati all'estero, Manifattura Riese è una delle aziende italiane più dinamiche nel settore dello sportwear. Il suo marchio "Navigare", con il quale si identifica, è stato concepito sul finire degli anni Settanta ed è utilizzato, oltre che per l'abbigliamento, anche per altre tipologie di prodotto (per esempio spugne, intimo e orologi), coinvolgendo in tal senso una quindicina di licenziatari. Navigare sta vivendo da 6-7 anni un periodo particolarmente felice, sia nell'evoluzione delle vendite, che nel suo posizionamento di mercato.
  • Manifattura Riese è stata fondata nel 1967 dalla famiglia Brunetti, che oggi la controlla in toto attraverso il gruppo Navy Group e la segue direttamente con la presidenza di Leo Brunetti in consiglio, nonché di suo figlio Massimo, vicepresidente. L'azienda ha sede a Rio Saliceto, un Comune nella bassa reggiana cui deve anche il nome, visto che "Riese" è l'abitante di Rio. I dipendenti sono attualmente una novantina, con la produzione dei capi di abbigliamento che è oramai stata del tutto esternalizzata e in gran parte delocalizzata nei Paesi emergenti. Alle domande di Assiteca risponde il responsabile finanziario Marco Bigi.

D. Come va il settore dello sportwear?
R. Nel caso dello sportwear a marchio, si tratta di uno dei segmenti dell’abbigliamento che vanno meglio. Questo si deve principalmente all’evoluzione degli stili di vita, alla tendenza all’informalità del vestirsi che è sempre più diffusa.

D. Dell’attrazione del marchio, in particolare nell’abbigliamento, non si era parlato qualche anno fa di un suo appannamento?
R.
Tutt’altro, il marchio attira sempre di più. E sui capi deve essere ben visibile.

D. Quali sono gli elementi di successo competitivo nel vostro settore?
R. Molto sta appunto nel trasformare un buon prodotto in un marchio, perché la qualità è importante ma il marchio lo è ancora di più. Solo così, d’altra parte, si riescono a fidelizzare i clienti.

D. E allora, come si fa a costruire un marchio di successo?
R. Non esistono precise ricette, anche se gli ingredienti di base possono essere sempre gli stessi. Per esempio si deve investire in comunicazione nei mezzi più idonei per raggiungere il target, il rapporto qualità/prezzo deve essere quello giusto, bisogna offrire servizio ai clienti, nel suo insieme l’azienda deve dare di sé un’immagine dinamica. E alla fine è anche importante avere una buona dose di fortuna.

navigare immagine famigliaD. Per il vostro marchio Navigare, che negli ultimi anni è molto cresciuto, cosa avete fatto in particolare?
R.
Più o meno le cose che ho già detto. In Navigare abbiamo molto creduto e vi abbiamo investito in comunicazione, abbiamo seguito l’evoluzione dei clienti e del mercato, abbiamo investito anche in servizio.

D. Cosa intende quando parla di servizio?
R.
Servizio nel nostro caso significa mantenere immutata la qualità dei prodotti, rispettare i tempi della loro consegna, assicurare un adeguato assortimento.

D. Qual è il vostro tipico cliente finale?
R.
I nostri clienti più fedeli sono persone dai 25-30 anni in su, che amano vestirsi con capi a marchio, sebbene non di fascia altissima.

D. Quali sono i vostri più diretti concorrenti?
R.
Di concorrenti diretti non ne abbiamo, per il fatto che si posizionano a livelli diversi dal nostro e per le logiche con cui guidiamo la nostra distribuzione.

D. Le insegne più diffuse del casual italiano, Benetton e Stefanel, sono in un qualche modo vostri concorrenti?
R.
Proprio no, a cominciare dal target, che è molto più giovane del nostro.

D. Come mai molti marchi del vostro settore sono evocativi del mondo del mare, delle grandi barche e della vela?
R.
Parlo per Navigare: all’inizio creavamo solo linee mare, anche se non tecniche, e solo dopo abbiamo iniziato a produrre anche altro, con il marchio che è rimasto nel frattempo lo stesso. Forse anche per le altre aziende è stato così. La grande barca, comunque, resta per la grandissima maggioranza dei consumatori di capi-mare un livello alto, direi aspirazionale.

D. Navigare è un marchio italiano senza alcuna ambiguità?
R.
Sì, esprime italianità in tutto.

D. L’Italia ha qualcosa da insegnare al resto nel mondo nell’abbigliamento informale?
R.
Può insegnare molto, così come avviene più in generale per tutta la moda.

D. E all’evoluzione dell’alta moda, quella delle passerelle, voi vi ispirate per il design dei vostri capi?
R.
No, anche perché le tendenze del gusto si osservano ovunque e l’alta moda rappresenta un mondo a sé. Che certamente può offrire spunti e idee, ma non più di tutto il resto.

panorama navigareD. In quanto alla domanda, il consumatore italiano di casual e sportwear è diverso dal suo omologo straniero?
R.
No, oramai si è uniformato. D’altra parte noi presentiamo collezioni uniche, in Italia e all’estero, da 15 anni. Anche questo è il risultato della globalizzazione.

D. Voi di Riese non avete vostri punti vendita monomarca. Come mai?
R.
Tutto non si può fare e le strategie distributive sono frutto di scelte. Che per adesso continuano in alcune aree a far affidamento anche sui grossisti. Tuttavia, in Italia, esistono una decina di negozi monomarca che stanno crescendo e ci danno buone soddisfazioni

D. Piani per il futuro?
R.
Siamo intenzionati a sviluppare molto l’estero, che per noi presenta grandi potenzialità. E per questo abbiamo anche previsto alcune campagne pubblicitarie.

Gruppo Assiteca Home
Copyright © 2005 Assiteca SpA
Ottimizzato per Internet Explorer 7.0