Osservatorio Assiteca
I settori italiani in sintesi
In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola
Automobili

Per il settore auto il 2005 si è chiuso con 2.234 milioni di unità immatricolate,
in contenuto regresso sull’esercizio precedente (-1,35%). Si tratta di
un buon risultato, se si tiene conto di come erano andati i primi 6 mesi (-4,9%);
di una parziale delusione invece se si considerano il ritrovato slancio estivo-autunnale
e le attese legate al contemporaneo lancio di numerosi nuovi modelli. A dicembre,
in particolare, le immatricolazioni hanno frenato del 6,3%, facendo temere
a molti un’interruzione della ripresa, che in realtà non c’è stata
perché a gennaio il mercato ha segnato un +10,7% (data la diffusione
del fenomeno delle vendite di fine anno con messa in strada in quello successivo,
dicembre e gennaio potrebbero anche essere considerati come un tutt’uno).
In più nel 2005, secondo Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), i prezzi delle vetture hanno registrato mediamente un incremento dello 0,9%, che sale all’1,4% se si considera la tendenziale evoluzione del mix delle vendite verso i modelli più costosi (il prezzo medio ponderato al netto degli sconti è stato alla fine di 16.214 euro). Così come negli anni precedenti, quindi, il pricing power di produttori e concessionarie è rimasto abbastanza limitato. Le promozioni di prezzo, insieme al largo ricorso al credito negli acquisti (oramai vi accede il 60% della domanda), appaiono del resto forse il maggiore driver di breve periodo del mercato.
29,1%
Incidenza sul mercatodelle cosidette nicchie
(nel 2003 era dell 22,3%)
A livello di segmenti, per il 2005 vanno segnalate alcune conferme di tendenza degli ultimi anni: l’ulteriore crescita delle monovolume e di tutto il comparto delle “nicchie” (nicchie solo di nome, visto che hanno superato il 29%); la tenuta senza però più crescita del diesel (stabile intorno al 58%); l’evoluzione, quasi in sordina ma decisa, del cambio automatico (7,3%, già divenuto 7,6% a gennaio). In termini geografici, le immatricolazioni continuano a perdere quota nel Nord-ovest (30,7%), con una crescita distribuita in tutte le altre macro-aree del Paese.
Detto questo, i fattori che influenzano l’andamento del mercato appaiono principalmente di lungo periodo. Da una parte depongono senz’altro bene il perdurante basso costo del denaro, il continuo fermento delle nuove proposte da parte dei produttori, il parco circolante che è ancora per il 23% rappresentato da vetture non catalizzate (e solo il 40% è Euro3 o Euro4) e forse più di tutto la soddisfacente serie storica: sono infatti oramai 10 anni consecutivi che le immatricolazioni restano su livelli elevati, mai inferiori ai 2,23 milioni di unità.
2,8 milioni
Vendita di auto usate, pari a un rapporto di 1.2 rispettoa quelle di auto nuove
(nella media europea il rapporto è superiore a 2)
Per contro, a sfavore del settore automobilistico continuano a giocare i fattori di sempre, a cominciare dagli elevati costi di gestione della quattroruote (pari nel 2005 a tre volte i 38 miliardi spesi dagli italiani per nuove vetture) e, in maniera non disgiunta, dall’elevato carico fiscale, che trova un basso riscontro di “restituzione” dello Stato agli automobilisti. Unrae calcola al riguardo che a questi ultimi torna circa il 20% dei 75 miliardi che il fisco incassa ogni anno dal sistema-auto, contro una media del 35% degli altri Paesi europei. “Sotto accusa”, approfondisce il presidente dell’associazione delle case automobilistiche estere, “è la mobilità nel suo insieme, con il Pubblico che non investe in infrastrutture stradali. Negli ultimi 30 anni il parco circolante autovetture è più che raddoppiato, ma la rete delle strade extraurbane è cresciuta di soli 13mila km (+4%)”.
116.500
Stima Unrae dei "km 0", in leggero regresso rispetto al 2004(118.700)A questo punto, comunque, anche sulla scorta dei favorevoli dati di gennaio, un po’ tutti gli osservatori del settore sono concordi nel prospettare per il 2006 un anno di tenuta per le immatricolazioni, se non di crescita. La media delle previsioni si colloca intorno ai 2,25-2,26 milioni di vetture, così che secondo consensus il settore dovrebbe crescere nell’anno in corso in un intorno dell’1%.

