Dal Mondo Economico
In collaborazione con Espansione
Sintesi tratta dagli articoli di Chiara Osnago GaddaCercatori d'oro
Attrarre le migliori risorse umane, svilupparne la professionalità, seguirne la carriera. Sono priorità strategiche per un’azienda avanzata. Come insegnano casi d’eccellenza: L’Oréal Italia, Foster Wheeler, Air Liquide, Falck e McDonald’s.
La scoperta dei talenti e la capacità di gestirli rappresentano un importante vantaggio competitivo per l’azienda. Ma come procedere? Espansione, con la collaborazione di Gidp/Hrda (Associazione italiana dei direttori del personale), propone il caso "d'eccellenza" di L'Oréal Italia, a cui proprio Gidp/Hrda ha assegnato il premio "Talent management", e presenta 4 case history significative: Foster Wheeler, Air Liquide, Falck e McDonald’s.
L'OREAL ITALIA
Nella classifica redatta dallo studio realizzato da Hewitt Associates per verificare la validità dei programmi di sviluppo della leadership e della capacità di formare leader di 110 società europee, L’Oréal Italia ha ottenuto il primo posto, evidenziando il carattere unico dell’approccio del Gruppo e la sua politica di ricerca e sviluppo dei migliori talenti. Il contesto in cui opera L'Oréal Italia esce dalla meccanica del largo consumo per lavorare su un
mercato estremamente dinamico, dove l’innovazione è il requisito
fondamentale. A tal proposito, l’azienda si è data un’organizzazione
flessibile, con un’équipe giovane, la cui età media è al
di sotto dei 36 anni, che diventano invece 45 per la classe dirigenziale. Tale équipe
ha bisogno di rinnovarsi in continuazione e, dunque, l’attività di
ricerca del personale è decisamente importante.
Le direttrici sulle quali si muove per reclutare le leve sono fondamentalmente tre:
1. la partnership con le Università, che si traduce nella partecipazione
attiva alla loro didattica attraverso case study, testimonianze dei loro
manager e business game;
2. l’offerta di stage per facilitare l’inserimento di giovani
laureati nel mondo del lavoro (L’Oréal Italia offre circa 160
stage di 6 mesi ogni anno nelle diverse funzioni, tra cui marketing, commerciale,
logistica, controllo di gestione, risorse umane);
3. domande spontanee attraverso i curricula che vengono inviati all’azienda
(dal 2000 L’Oréal si è dotata di un database mondiale,
ossia un sistema integrato che consente di trattare le domande provenienti
da tutti i Paesi del mondo).
«Miriamo ad avere reputazione e notorietà dell’azienda», spiega Adolfo Martini, direttore risorse umane di L’Oréal Italia «così come facciamo per i nostri prodotti, la cui efficacia si fonda sulla ricerca avanzata che riflette la nostra dedizione all’innovazione, alla sicurezza e ai più elevati standard di affidabilità. Non a caso» precisa « secondo un’indagine fatta da Cesop, il circuito che organizza le attività di job meeting nei principali atenei, siamo al primo posto nel largo consumo. Per far quindi funzionare bene la nostra macchina, reclutiamo circa 70 “cadres” all’anno, che in francese significa laureati che intraprendono una funzione manageriale. Di questi” prosegue Martini “un 70% sono neolaureati (ndr: selezionati attraverso i tre canali di cui abbiamo accennato prima) e un 30% persone che hanno già esperienze professionali di qualche anno (intercettate ricorrendo a società di head hunting). È stato quindi creato un percorso, Fit (Follow up and Integration Track), che serve a integrare tutte queste persone. Lo abbiamo strutturato su 18 mesi perché coincide con i contratti di inserimento. La nostra cultura va spiegata e interpretata alle persone. Proprio in funzione di questa necessità, abbiamo strutturato incontri informali, per lo più tavole rotonde o pranzi con l’amministratore delegato o il sottoscritto, durante i quali i ragazzi raccontano l’esperienza che stanno vivendo e noi interlocutori decodifichiamo il vissuto attraverso la cultura aziendale. Questo favorisce pratica sul campo, teoria e scambio culturale; quindi, in generale, diamo molto credito a questo tipo di accompagnamento».
L’Oréal Italia incoraggia quindi chi lancia un’idea e peraltro, nella retention delle risorse, non dimentica neppure l’importanza dei benefit. In L’Oréal i percorsi di carriera sono diversi e flessibili, definiti in base al profilo, alle prestazioni e al potenziale del singolo individuo. Inoltre, la mobilità interna e internazionale consente ai manager di acquisire un’ampia gamma di esperienze e di essere pronti a occupare future posizioni di senior management.
FOSTER WHEELER
Foster Wheeler è una società di
ingegneria che opera nel mondo dell’impiantistica. Abbiamo
chiesto ad Antonio
Vietti, direttore
risorse umane dell’azienda, di illustrarci la loro strategia di
selezione e retention dei talenti. «Reclutiamo circa 35-45 nuove
leve all’anno», spiega Vietti, «tutte laureate nelle diverse
specializzazioni di ingegneria, attraverso percorsi di selezione individuali
o assessment di gruppo. Tratteniamo quindi i talenti principalmente attraverso
un equilibrato bilanciamento di programmi di formazione teorica e pratica,
con una grande attenzione da parte di tutto il management, attraverso l’esempio,
con frequenti esperienze a livello internazionale e assegnamenti anche di lungo
periodo all’estero. Come gestione, li facciamo lavorare in un’organizzazione
a matrice complessa, mutevole e motivante”.
AIR LIQUIDE
Leader mondiale nella produzione e commercializzazione
di gas per applicazioni industriali e sanitarie, Air Liquide è presente
in più di 70
Paesi con oltre 36.000 dipendenti, 8 centri di ricerca e oltre un milione di
clienti. Il Gruppo opera in Italia con diverse società, realizzando
un fatturato nel 2005 superiore a 600 milioni di euro e avvalendosi di oltre
1.900 collaboratori.
«La politica di attenzione verso le giovani risorse»,
afferma Antonio
Angioni, direttore risorse umane dell’azienda, «inizia
già nel periodo universitario attraverso la partecipazione diretta
ai campus day più significativi che costituiscono l’occasione
per presentare il Gruppo, per offrire esperienze di stage estivi negli
stabilimenti e nelle realtà operanti all’estero, per individuare
i talenti da poter assumere in Italia o per altri Paesi. Quest’ultima
formula» precisa Angioni «è stata impiegata con successo
negli ultimi anni e permette a quanti siano interessati a iniziare un’esperienza
di lavoro all’estero di poter, dopo aver superato un’attenta
selezione, attivare in uno dei Paesi nei quali il Gruppo Air Liquide è presente
un contratto di lavoro di tre anni, secondo la legislazione locale. Per
quanti iniziano invece la loro esperienza professionale in Italia, viene
predisposto un processo di selezione molto accurato che vede impegnata
con la direzione risorse umane anche la direzione della business line interessata.
Al
termine del primo anno di lavoro» prosegue Angioni «viene organizzato
un Induction Programme che riunisce tutti i laureati assunti nel corso
dell’anno precedente nelle varie business lines. Un intenso programma
di testimonianze e di visite, che vede impegnati i partecipanti ad approfondire
la propria esperienza in tutte le attività di business del Gruppo e
a sviluppare una sorta di tie connection. In definitiva, il clima
e il contesto sono sintetizzati nel claim “Protagonisti del terzo millennio”,
che rappresenta il vero elemento distintivo dello stile delle donne e degli
uomini Air Liquide».
FALCK
Oggigiorno Falck è ancora legata solo in minima
parte alla produzione di acciaio, mentre si occupa principalmente di produzione
di energia eolica e da termo-valorizzazione dei rifiuti. Il suo obiettivo fondamentale è perciò quello
di creare energia rinnovabile con un basso impatto ambientale e con una riduzione
del CO2, per non contribuire ai mutamenti climatici.
In quest’ottica,
la società sta realizzando un progetto di gestione
integrata dei rifiuti in Sicilia, con investimenti per oltre un miliardo di
euro, che contribuirà notevolmente sia alla gestione dei rifiuti nell’isola,
sia alla produzione di energia rinnovabile e “intelligente”. Falck
vanta inoltre anche impianti in Calabria e joint venture a Bologna per la produzione
di energia da rifiuti.
«I talenti che reclutiamo», spiega a Espansione Angelo
Alfieri, direttore risorse umane della Falck, «devono
sicuramente possedere la capacità di fare team working, perché sviluppando
progetti bisogna integrarsi a matrice a rete: il solista bravissimo non
serve; la capacità di negoziare; la gestione delle risorse e, in
generale, la leadership. Assumiamo pertanto circa 60 persone all’anno,
quasi tutte laureate, senza vincoli sul comparto (ma per lo più provenienti
da legge, ingegneria ed economia) e le tratteniamo in azienda favorendo
il miglioramento delle loro competenze. Già nel 1999-2000, ad esempio,
abbiamo costruito con Istud un master specifico per i talenti, della durata
di tre anni e a carico dell’azienda, per far sì che queste
risorse imparassero a gestire progetti specifici e complessi. In definitiva,
dunque» conclude Alfieri «cerchiamo di tutelare
il benessere dei dipendenti inteso come star bene non soltanto in azienda,
ma anche e soprattutto nella società civile. A tale proposito, abbiamo
creato all’interno dell’azienda una palestra, ogni anno eseguiamo
valutazioni del clima aziendale, abbiamo stipulato assicurazioni sanitarie
per i quadri oltre a check up per garantire anche la loro salute.»
McDONALD’S
McDonald’s offre lavoro a circa 1,6
milioni di persone in tutto il mondo, di cui 12.000 in Italia. Ogni nuovo ristorante
che apre crea circa 40 nuovi posti di lavoro, a tempo pieno o part-time: ciò significa
nuove opportunità lavorative
soprattutto per i giovani che spesso, proprio da McDonald’s, fanno la
loro prima esperienza lavorativa.
McDonald’s incoraggia e promuove la
crescita professionale all’interno
dell’azienda: oltre la metà dei manager, anche ai livelli più alti,
ha iniziato la propria carriera nei ristoranti. Abbiamo chiesto a Massimo
Di Vetta, direttore risorse umane di McDonald’s
Italia, di raccontarci come selezionano e trattengono i talenti in azienda.
«Abbiamo
principalmente 2 canali d’ingresso in azienda: li selezioniamo
attraverso la fascia di popolazione più numerosa, che è quella
dei ragazzi che lavorano nei nostri ristoranti (12.000 unità a
livello di sistema) e reclutiamo risorse di valore prendendole dal mercato
professionale, con 3-4 anni di esperienze lavorative. Per le professionalità specifiche,
ci rivolgiamo invece ai cacciatori di teste, mentre per le figure junior
siamo in contatto con le migliori Università, con le quali abbiamo in
essere programmi di stage. Per quanto concerne poi le professionalità specifiche,
strutturiamo dei piani di sviluppo personalizzati e questo è, forse,
l’elemento
fondamentale per attivare una buona politica di retention. Non ci scordiamo
peraltro del “vile denaro” e infatti ci siamo posizionati nella
fascia medio-alta del mercato a livello di retribuzione e di benefit, primi
fra tutti l’automobile
e la polizza sanitaria integrativa.»

