Lifestyle
..E la moda pensa già alla stagione autunno/inverno 2007-2008
Per le vie del centro i saldi stanno per concludersi decretando la fine della stagione invernale 2005/2006, ma lungo le passerelle delle sfilate Milano Uomo i buyer e gli stilisti hanno già pensato al look che imperverserà nel prossimo inverno.
In un settore ormai uscito dalla crisi economico-artistica che ha segnato gli scorsi anni e che, secondo Diego Della Valle, vivrà un 2007 di successi puntando sul marchio "Made in Italy", i più importanti stilisti italiani e internazionali hanno presentato nelle scorse settimane le loro collezioni autunno-inverno 2007/2008. 
Gli addetti ai lavori, in una stagione invernale segnata da temperature insolitamente elevate, si sono domandati che senso potesse avere portare in passerella cappotti con colli contornati da ricche pellicce o maglioni di puro cashmere. Per avere la risposta a queste domande bisogna volgere la testa verso oriente e scoprire che negli assolati paesi arabi, ricchi di petrol-dollari, possedere un capo di questa fattura è oggi uno status-symbol irrinunciabile, che va oltre le questioni climatiche.
Ma qual è la direzione indicata dal mondo della moda?
Come ogni anno gli stilisti hanno seguito strade e creatività differenti che lasciano ampio spazio alla personale fantasia. Vi sono stati però dei segnali univoci su alcune tendenze in atto per la prossima stagione.
Innanzittutto, come afferma Giorgio Armani, l'abbigliamento maschile potrà innovarsi nei tessuti, non nella forma." Questa frase sintetizza chiaramente quanto si è visto sulle passerelle milanesi, caratterizzate da vestiti dalle forme classiche, ma dai tessuti sempre più ricercati e di alta qualità, che ha portato ad esempio Donatella Versace a tessere dei fili d'argento insieme alla lana degli smoking, per impreziosire il capo donandogli riflessi particolari. I tessuti sono caratterizzati da una ricerca innovativa e tecnologica sempre più spinta che è forse il vero punto di distinzione tra gli abiti di haute couture e i vestiti di massa.
Si ricerca quindi quella che Gianfranco Ferrè identifica come "un'eleganza sofisticata e preziosa, dove l'attenzione è concentrata sui materiali raffinati". Sete lavorate su più strati, lane così pure da creare nodi simboli di qualità, il tutto affiancato da lavorazioni tecnologiche come i tagli e i ricami al laser o i lavaggi ai metalli che rendono unico ogni capo.
Per ciò che riguarda le forme, la tendenza generale è quella al ritorno allo stile asciutto degli anni '80, che va a contrapporsi alle giacche destrutturate inventate da Armani. Ovviamente, le linee vengono reinterpretate in chiave moderna, con cavalli che scendono bassi e gambe del pantalone che vanno a stringersi alla caviglia. Al fianco di questa tendenza all'asciutto ne troviamo un'altra altrettanto evidente: la pulizia delle linee. Dopo gli anni caratterizzati dagli accessori urlanti di Versace o Cavalli, per la prossima stagione assisteremo a un'austerità dei tagli e a una diminuzione, in numero ma non in qualità, degli accessori. Questi ultimi saranno, come i vestiti, sempre più ricercati, ma abbandonando quegli eccessi delle stagioni passate che vedevano molti uomini indossare cinture con enormi fibbie dorate o pesanti bracciali in metallo.
Infine, come tutti gli inverni, anche con i prossimi freddi il colore dominante sarà il nero, al quale potranno accompagnarsi il grigio Londra e il blu scuro, che potranno essere ravvivati solo attraverso una camicia chiara che, secondo Prada, dovrà avere un collo stretto e piccolo a ricordare le camice usate nei primi anni '80. Per dare un po' di colore, infine, si potrà sdrammatizzare tutto con delle sciarpe in Mohair rigorosamente a due tinte per spezzare la serietà del completo a tinta unita.
Il consiglio per la prossima stagione: concentratevi nell'acquisto d'abiti dai tessuti ricercati e dai colori scuri, con tagli disegnati sul vostro corpo, abiti quindi capaci di resistere alle stagioni e alle mode passeggere.

