Osservatorio Assiteca
I settori italiani in sintesi
In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola
Accessori moda e persona
Seppur
in sostanziale pareggio rispetto all’anno precedente (+1,4% a valore),
il 2005 delle esportazioni italiane di accessori moda e persona è terminato
un po’ meglio delle previsioni di 12 mesi fa (formulate da Fiamp,
l’associazione intersettoriale di pelletteria, calzature, occhiali e
oreficeria, settori ai quali si riferiscono i dati complessivi). A livello
disaggregato si è trattato comunque di performance alterne.
Hanno infatti sofferto le calzature (-2,7% a valore) e l’oreficeria (+0,4%), notoriamente bersaglio diretto della concorrenza dei Paesi low cost; ha invece sorprendentemente guadagnato posizioni la pelletteria (+9,6%), mentre ha brillato l’occhialeria (+12,8%).
€ 8.734 milioni
Saldo commercialeitaliano
nel 2005
Venendo al 2006, per i primi mesi i dati Istat delle esportazioni si sono rivelati senz’altro migliori per ciascuno settore. Così che, considerando tutti gli accessori, l’incremento a valore del primo trimestre sul corrispondente del 2005 è stato dell’11,8% a fronte di un dato in volumi del +2,9%. Quello tra dinamica a valore e dinamica in quantità è uno scarto interpretabile in più modi: da una parte positivamente, per esempio con il maggior potere di prezzo e con l’up-grading del mix dell’offerta da parte dei produttori (questo è valso soprattutto per le calzature e per la pelletteria); dall’altra non in maniera favorevole, non solo perché l’exploit del periodo si deve appunto più attribuire all’effetto-prezzi che non ai “pezzi” venduti (il che nel lungo periodo non è facilmente sostenibile), ma soprattutto perché la vistosa performance della gioielleria a valore (+25,5%) è in realtà quasi tutta “assorbita” dai maggiori costi delle materie prime, in particolare l’oro.
Almeno a giudicare dal solo primo trimestre, quasi tutti i principali mercati esteri stanno crescendo (le eccezioni sono la Gran Bretagna, il Giappone, l’Olanda e il Canada), con le punte massime registrate dalla Spagna (+19,5%), dagli Emirati Arabi (+54%), dalla Russia (+39,5%), dalla Turchia (+42,8%), dalla Corea del Sud (+70,4%), dalla Cina (+48,3%) e dal Messico (+133%).
Ciò detto, i rappresentanti di tutti e quattro i settori si dicono abbastanza fiduciosi sulle prospettive dell’anno, che dovrebbero grossomodo confermare il primo trimestre. Il miglior sentiment continua a provenire dall’occhialeria, con addirittura paventate crisi di manodopera nel caso le vendite continuassero a crescere a un ritmo superiore al 15% in volumi. A crescere più della media dovrebbe poi anche essere la pelletteria, denotando un andamento vistosamente divergente tra mercati esteri (in buona forma) e mercato nazionale (molto fiacco).
Quest’anno la gioielleria, dopo diversi anni grigi se non bui, sembra davvero potersi riprendere, sebbene la concorrenza dei Paesi low cost si riveli sempre più incalzante, unendo oggi ai prezzi molto competitivi una crescente qualità e assortimenti più ampi.
+44,3%
Incrementonel I° trimestre 2006
delle importazioni
dalla Cina
Per finire, dovrebbero “respirare” finalmente anche le calzature, che per diversi mesi hanno potuto contare sui dazi provvisori introdotti nella Ue contro il dumping cinese e vietnamita. Questi dazi scadranno a inizio ottobre e al momento - rispettivamente nella misura del 19,4 e del 16,8% - è possibile presumere una loro conferma definitiva (per altri 5 anni).
Tutti i settori devono a ogni modo fare i conti con una crescita mondiale e un dollaro entrambi prevedibili in ripiego. E sul fronte “politico”, sul quale Fiamp è impegnata, restano aperte le azioni di richiesta dell’adozione obbligatoria dell’etichettatura di origine dei prodotti e della reciprocità in tema di dazi e di barriere non tariffarie negli scambi internazionali. La Cina, di gran lunga prima esportatrice di accessori in Italia e solo 18a come mercato di destinazione delle nostre merci, è naturalmente più di tutte nel mirino. E in tema di Cina come mercato, in questi mesi Fiamp sta realizzando un progetto di fattibilità per il sostegno in loco di una ventina di aziende (di qualità ma non di lusso) che approderanno per la prima volta nell’ex Celeste Impero.

