Osservatorio Assiteca


I settori italiani in sintesi


In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola

Carni suine e salumi

 

barometroPer il settore delle carni suine (lavorate) e dei salumi, il 2005 è stato un anno fiacco in quasi tutti i principali indicatori di performance: la produzione è calata dell'1,2% e il fatturato dello 0,5%. I prezzi medi ex-factory sono, nel frattempo, lievitati dello 0,6% e non hanno controbilanciato l'aumento dei costi, così che Assica (Associazione Industriali delle Carni) valuta per le aziende un marginale calo di redditività dell'1% circa.

+0,6%

Dinamica dei prezzi medi
alla produzione
nel 2005

Per quanto riguarda le due maggiori componenti di domanda, a fronte di quella nazionale in lieve contrazione, le esportazioni hanno segnato un +5,7% in volumi. Si tratta in quest'ultimo caso di un buon dato, che in parte si ridimensiona una volta considerati il parallelo incremento delle importazioni (+10,8) e la progressione dell'export nel 2004 (+8,9%).

Per grandi aree di prodotto, i salumi (bresaola compresa) - che rappresentano circa l'82% dei volumi e quasi il 95% dei fatturati - sono calati in volume dello 0,4%, mentre la carne in scatola del 9,6% (la caduta si deve soprattutto alla contrazione dell'export umanitario) e i grassi suini lavorati del 4,4% (per effetto del ripiego della domanda russa e dell'Est europeo). Nel dettaglio invece dei salumi, cresciuti a valore complessivamente dello 0,2%, vanno in particolare segnalati l'arretramento dei prezzi medi del prosciutto crudo (-1,6%, causa eccesso di produzione) e in termini di fatturato la buona progressione dei salami (+1,3%) e più ancora quella della bresaola (+8,9%), una dinamica dovuta al solo exploit dell'export (+14,1%). Molto bene, sempre all'estero, è stato venduto il prosciutto cotto (+12,5%).

1.395 migliaia

Produzione italiana
nel 2005
in tonnellate

In termini di mercati di destinazione, la dinamica è stata più che soddisfacente in Gran Bretagna, nel Nord America, in Croazia e in Giappone. Ma se all'estero il settore conserva sostanziali spazi di crescita, e in particolare fuori dai mercati Ue (che attualmente incidono sul totale per poco più del 20%), in Italia esso sembra si debba oramai sfavorevolmente confrontare con la propria maturità. Maturità che in questo caso significa crescita zero, o quasi, dei consumi - quelli medi pro-capite di salumi si sono stabilizzati intorno ai 18,8 kg - ed elevata competitività interna, che contribuisce al basso potere di prezzo dei produttori, spesso anche sui salumi tipici dop e igp.

+7,7%

Crescita delle esportazioni
in volumi
nel primo trimestre 2006

Ed è anche alla luce di queste considerazioni che si delineano le prospettive per il 2006 . Sul fronte delle vendite all'estero, i primi tre mesi dell'anno hanno già segnato un +7,7% a volumi (+8% a valore) e in quanto all'Italia, complice l'effetto aviaria, è atteso un modesto rimbalzo delle vendite, a fronte di una redditività comunque sempre sotto tensione.

 

Il mercato



principali mercati di destinazione dell'export

 

 

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