IL TREND DEI MERCATI



Mercati esteri

In collaborazione con EUROFINANZA
Sintesi dell'articolo a cura di Renato Marcellino

Panama, dove si incontra il mondo

La natura è stata molto generosa con Panama. La sua posizione geografica privilegiata
Foresta pluvialepuò infatti definirsi la sua maggiore ricchezza e fin dai tempi della colonizzazione spagnola ha segnato il suo destino di punto di transito e d’incontro.
L’ecosistema e la bio-diversità panamense sono tra le più varie del mondo e la sua selva pluviale, la sua flora e fauna, con esemplari unici di specie rare, permettono un invidiabile ecoturismo tutto da scoprire. Non a caso l’etimologia del suo nome, “panama”, indica una parola precolombiana che significa abbondanza di pesci, farfalle e uccelli.
Non solo. Il canale di Panama, una delle meraviglie dell’ingegneria moderna, fa di questo paese un vero punto d’incontro tra tutti i popoli, le storie e le culture del mondo, che conferiscono al paese un aria cosmopolita. 
L’economia panamense è basata sul terziario, fortemente influenzata dal settore bancario, dal commercio e dal turismo, principalmente a causa della sua posizione geografica.
Il Canale di Panama, la Zona Libre de Colón (Zlc) ed il Centro Bancario Internacional  sbilanciano l’orientamento dell’economia panamense verso il settore dei servizi, il quale nel 2005 ha contribuito al Pil in misura del 77,4 per cento.
Sebbene questo dato determini un livello del Pil pro-capite elevato per quelli che sono gli standard regionali, in realtà in proporzione genera un piccola porzione di impiego, per cui la distribuzione del reddito che ne deriva è tutt’altro che uniforme. L’economia si basa infatti per l’80% circa sui servizi, mentre la struttura industriale è molto modesta, anche a causa delle ridotte dimensioni del mercato nazionale. Il settore agricolo e dell’allevamento è invece piuttosto sviluppato edorientato all’esportazione. Avendo un’economia basata sul terziario, Panama ha una bilancia commerciale strutturalmente deficitaria.
L’interscambio commerciale con l’Italia rifletteva questa situazione, infatti il nostro paese è stato tra i primi partner commerciali europei e il 12° paese di destinazione delle esportazioni panamensi.  Per quel che riguarda gli Ide, la presenza delle imprese  italiane a Panama è abbastanza esigua a causa delle ridotte dimensioni del mercato locale. Le principali aziende sono concentrate nel settore di servizi: Assicurazioni Generali, Alitalia, Dimensione Turismo, Costa Containers, Panalpina trasporti, 2M (case prefabbricate) Veneta Cucine, Luxottica, Came SPA e Decal (petrolio).Panama
La presenza italiana consiste in maggior parte in società che operano attraverso agenzie, importatori/distributori o franchising nei tradizionali settori della moda (Fendi, Prada, Ferragamo, Benetton, Diesel, Gucci, Armani, Furla); automobili (Fiat, Ferrari e Maserati), motociclette (Ducati), alimentazione (Barilla, Berio, Olivoro, Colavita, Del Verde, Bertolli, Illy Caffé, Zanetti, etc.); vino, calzature, mobili, elettrodomestici (Ariston, De Longhi, Cimbali, Nova Simonelli, Grimac, Elica, etc.) e farmaceutici.

LA ZONA FRANCA DI COLON
Molto importante è anche l’interscambio commerciale attraverso la Zona Libre di Colón, la più importante piattaforma di distribuzione verso il mercato latinoamericano e centro multimodale per l’America. Si prevede sarà un altro anno positivo, sia per il riconoscimento che Panama si è assicurato nei confronti degli Stati Uniti, come paese destinatari di tutta la merce riesportata dalla Zona franca di Colón, sia per la prossima apertura da parte dal Brasile di un centro di distribuzione di prodotti agroalimentari, tessili e calzaturieri, sia infine per l’inizio dei lavori del progetto di ampliamento del Canale di Panama.
Nella zona franca sono presenti circa 1.750 imprese e altre 685 hanno una rappresentanza. I principali paesi fornitori sono Cina, Taiwan, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Francia e Italia. I principali clienti risultano invece Colombia, Venezuela, Ecuador, Rep. Dominicana, Guatemala, Costa Rica, USA, Cuba.
Dalla Zona franca vengono effettuate anche riesportazioni ad altre zone franche della regione, come quella di Aruba, San Andres, Isola Margarita, Manaos.

COME APRIRE UN’ATTIVITA’ A PANAMA
Con la legge n.5 dell’11 di gennaio 2007, è stata semplificata l’apertura delle attività commerciali a Panama. In non più di quindici minuti, si potrà avere il proprio negozio aperto e funzionante. Con questa legge é  finita la trafila delle licenze, ispezioni e “mancette’ per poter aprire la propria attività. Ora basta comunicare l’apertura dell’attività con l’”Aviso de Operación” e pagare la tassa corrispondente. Gli stessi comuni dovranno fare capo a questo sistema per prendere conoscenza delle nuove imprese ed effettuare la fiscalizzazione, mentre il pagamento delle imposte sull’attività viene raccolto dal Tesoro Nazionale e ripartito ai comuni. Anche il codice fiscale verrà attribuito con questo sistema, così il contribuente non dovrà fare file o spostarsi da un ufficio ad un altro per ottenere permessi per operare.
Solo alcuni tipi di attività dovranno avere una serie di requisiti specifici, prima di iniziare il processo di comunicazione d’apertura, queste sono:

  1. gli alberghi ad ore, case d’appuntamento o case chiuse, night club, discoteche e cabaret, i locali dove si vendono alcolici;
  2. le imprese che operano con licenza amministrativa dello Stato o delle autorità
    locali, come trasporti pubblici, mezzi di comunicazione e servizi pubblici;
  3. le banche, fiduciarie, assicurazioni, immobiliari, case di impegno, cambi valute, rimesse di soldi, finanziarie, assessori d’investimento e imprese che trattano titoli e valori;
  4. stabilimenti farmaceutici, ospedali e cliniche;
  5. armerie e agenzie di sicurezza privata;
  6. servizi postali e di corriere.

Non é invece richiesta la comunicazione di apertura attività alle persone fisiche o giuridiche che esercitino:

  1. le attività agricole, d’allevamento in generale, d’acquacoltura, agro forestali e similari;
  2. manifattura e vendita di prodotti artigianali con almeno 5 impiegati;
  3. attività senza fine di lucro;
  4. attività che non siano di commercio nè industriali, realizzati da persone fisiche o società civili di persone fisiche;
  5. l’esercizio delle professioni a titolo individuale o attraverso società civili.

Va ricordato che le imprese che operano esclusivamente fuori dal territorio di Panama restano esenti da comunicazione e/o licenza.

L’AMPLIAMENTO DEL CANALE
Il progetto più importante per il futuro è certamente l’aCanale di Panamampliamento del Canale di Panama, che permetterà il passaggio delle cosiddette navi “post-panamax” in grado di trasportare  fino a 12.000 Teu (contro i 4400 Teu attualmente consentiti dalle navi “panamax”), attraverso una serie di grandi opere da realizzare nel corso dei prossimi anni, con inizio dei lavori nel 2007 e conclusione nel 2014. Quantificato in 5,2 miliardi di dollari Usa, il costo del mega-progetto sarà quasi interamente recuperato con l’aumento dei pedaggi, mediamente del 3,5% ogni anno, per i prossimi 20 anni. È anche previsto la sottoscrizione di un unico prestito-ponte di circa 2,3 miliardi di dollari Usa che la Autoridad del Canal de Panama (ACP), sottoscriverà per finanziare la fase più intesa dei lavori, programmata per il biennio 2009-2011.
Queste le caratteristiche principali del Progetto:
1. costruzione di due nuove Chiuse (una sull’Atlantico e l’altra sul Pacifico) ognuna di tre livelli, con dimensioni di 427 m per 55 m. Molto più grandi di quelle esistenti (305 m per 33 m), permetteranno il passaggio delle navi di grande tonnellaggio che oggi non possono transitare per il Canale, considerate le inadeguate dimensioni delle attuali chiuse.
2. costruzione, per ogni Chiusa, di un sistema di vasche (18 in totale) per il parziale recupero dell’acqua utilizzata dalle chiuse, pari a 200 milioni di litri, per ogni transito.
3. scavo dei canali di accesso alle nuove Chiuse sia sul versante Atlantico che su quello Pacifico, per una lunghezza complessiva di 11,2 km ed una larghezza di 218 metri.
4. dragaggio del Canale in tutta la sua lunghezza (circa 80 km), compresi gli accessi marittimi sull’Atlantico e sul Pacifico, per aumentarne la profondità e renderlo compatibile con il maggiore pescaggio delle navi “post-panamax”.

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